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Petrocelli filocinese: “In Cina un miliardo di persone accetta il modello socialista” – (Ma mi faccia il piacere!)

Il senatore Vito Petrocelli in aula

Il senatore Vito Petrocelli in aula

Vito Rosario Petrocelli, 57 anni, Presidente della Commissione Esteri del Senato (così recita la didascalia di Repubblica, sotto la foto dello statista materano del M5S).

Il nostro ha rilasciato una esilarante intervista a Repubblica, dalla quale si evince, tra le altre cose, che “in Cina nessuno contesta che l’Italia sia una democrazia” ma che d’altro canto noi occidentali ci permettiamo di mettere in discussione un modello di socialismo accettato da un miliardo di persone. Non è chiaro, vista appunto l’assenza di democrazia in Cina e di libere espressioni di voto, se Vito Rosario abbia intervistato uno ad uno un miliardo di cinesi per verificare la loro approvazione del regime.

Come già visto con la caduta dell’Unione Sovietica e con altre vicende storiche più antiche, si ha un Paese, ed un’area geopolitica di riferimento, leader, per volta. Al momento, il Paese leader restano gli Stati Uniti e il modello di riferimento è quello democratico, con libertà individuali e diritti sociali e civili garantiti. Con tutti i problemi e con tutti i limiti che si osservano nel tempo, il sistema resta riformabile e migliorabile. Io, da cittadino italiano amante della libertà, scommetto sulla caduta delle dittature e dei regimi autoritari, non sul tramonto del modello democratico ed economico occidentale. Invece, Petrocelli a quanto pare sogna la Cina e magari considera la durissima repressione studentesca di Tienanmen una pietra miliare nella difesa del socialismo.

Petrocelli da giovane è stato Maoista. Va bene, abbiamo tutti qualche peccato di gioventù. Io, per esempio, ho seguito con grande interesse l’evoluzione Eurocomunista di Berlinguer, cioè l’ipotesi di una terza via socialista e democratica. Poi però sono cresciuto.

Il Senatore Petrocelli, invecchiando, non è migliorato e nella sua delicata posizione di presidente della Commissione Esteri rilascia interviste in cui esprime una linea di politica estera, e una visione, in netto contrasto con quella del governo che il suo movimento sostiene. Dunque, o Petrocelli si dimette immediatamente oppure va subito rimosso dall’incarico.

In conclusione, la supremazia tecnologica occidentale (e Statunitense) è stata confermata nella pandemia: i vaccini che ci stanno consentendo di uscire dall’epidemia, dietro i quali c’è una ricerca di alto livello e la capacità di introdurre innovazioni ad elevato contenuto di conoscenza, sono targati soprattutto Stati Uniti ed Europa.

I regimi autoritari, in generale, negli ultimi decenni sono stati bravi nell’imitare e hanno avuto la capacità di importare innovazione tecnologica dall’occidente ma, probabilmente, è lo stesso principio di organizzazione autoritaria e illiberale a prevenire la possibilità di ottenere la leadership tecnologica, premessa al ruolo di Paese leader politico e militare su scala mondiale.

Almeno, finora, è stato così. In ogni caso, io non augurerei alle generazioni future di vivere sotto un tallone militare e autoritario.

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