Petrocelli dice gatto: Il Movimento 5 Stelle alla conquista della Basilicata

Quarta puntata della fortunata serie di HyperBros.com “Lucani a Roma”. Francesco Foschino ha intervistato nei giorni scorsi il Senatore, Portavoce, nonchè Cittadino, Vito Petrocelli del Movimento 5 Stelle. Analisi discutibili del Senatore ma interessanti, non fosse altro perchè i grillini potrebbero davvero conquistare il Palazzo di Potenza, alle ormai prossime elezioni regionali. In verità, Petrocelli si dichiara intimamente convinto che ciò accadrà davvero. L’intervista non è corta ma, come al solito, i primi 5 minuti forniscono una sintesi dei contenuti rilevanti del video. Donato Mola si è occupato di editing e di montaggio della video-intervista mentre, come da copione, Antonio Ribba accompagna con una messa cantata le esternazioni dell’intervistato.

 

Vito PetrocelliIn Basilicata, il Movimento 5 Stelle ha avuto la sua incubazione a Matera, a partire dal lontano 2006, con la nascita di ben due Meetup, ovvero la piattaforma di rete sociale scelta da Grillo per promuovere l’iniziativa politica del suo movimento.

Non per caso, i due parlamentari grillini eletti nella circoscrizione lucana alle ultime elezioni politiche provengono entrambi dalla città di Matera. Il 2007, va ricordato, fu poi l’anno del crollo del centrosinistra alle amministrative di Matera, quando le faide interne a quella coalizione spianarono la strada per l’elezione di un sindaco del centrodestra, Buccico, con il sostegno decisivo al ballottaggio di Saverio Acito e di Tito Di Maggio.

Dunque, Matera è già da alcuni anni il tallone d’Achille del centrosinistra ed è possibile, anche alla luce dei modesti risultati ottenuti alle politiche, che nella città si prepari un altro crollo del Pd alle imminenti regionali.

Il gruppo raccolto intorno ad Adduce ha preso un chiaro possesso del partito ma, questo, come si dice nel linguaggio societario, si è ormai ridotto ad una Bad Company in corso di liquidazione. Peraltro, nel frattempo, Potenza ed il resto della regione si sono allineati a Matera in termini di ascesa elettorale dei 5 Stelle.

È probabile che dalla città di Potenza, intesa come quartier generale prima dei Ds e poi del Pd, si sia sempre guardato alla realtà politica di Matera come ad un contesto un po’ primitivo e selvaggio, privo delle sofisticatezze, delle profondità e della capacità di sintesi dei gruppi dirigenti della capitale (regionale). Alla luce dei terremoti politici recenti, forse, questo giudizio andrebbe rivisto, guardando invece a Matera come ad una sorta di leading indicator della evoluzione politica lucana.

Devo dire che quando, proprio grazie al Meetup spurio, ovvero quello fondato da Alfredo Morfini e Vanni Saponaro, con scarsi o nulli legami con il grillismo nascente, mi sono riavvicinato alla politica locale, la cosa che all’epoca più mi ha meravigliato è stato lo scoprire il discredito diffuso che colpiva i gruppi dirigenti del centrosinistra.

In particolare, a Matera, si notava l’abbandono del campo da parte di molte figure storiche della sinistra, il primo nome è ovviamente quello di Raffaele Giura Longo, nonché la diaspora di molti simpatizzanti e militanti. Ma, ripeto, a parte questi fenomeni di abbandono, che possono anche far parte della normale fisiologia politica, quello che colpiva maggiormente era il giudizio profondamente negativo sui nuovi gruppi dirigenti che nel frattempo si erano affermati nella sinistra (il giudizio negativo sui gruppi dirigenti provenienti dalla Dc è, invece, rimasto nei decenni un dato storico piuttosto costante).

Vorrei chiarire che qui non sto sostenendo la completa fondatezza di quelle valutazioni ma, piuttosto, che la tesi di una Basilicata quale fortezza inespugnabile del centrosinistra o l’altra celebre tesi che il Modello Lucano godesse di ottima salute, traballavano già all’epoca, perlomeno agli occhi di chi avesse voluto cogliere qualche segnale.

Così giungiamo al recente trionfo lucano dei 5 Stelle ed all’annuncio del Senatore Petrocelli, nell’intervista rilasciata a Francesco Foschino per HyperBros.com, della ormai prossima conquista della regione Basilicata. Non finirà come in Friuli, dice Petrocelli. In sostanza, egli prevede che qui il malcontento e la protesta non si ritireranno nell’astensione, come accaduto in quella regione, ma si riverseranno in consenso ai grillini portandoli, dunque, alla vittoria.

È un esito possibile e, a dire il vero, paralisi e divisioni nel Pd e nel centrosinistra non stanno certo frapponendo grandi ostacoli a questo risultato. Per quanto riguarda invece il centrodestra è, al momento, ancora non pervenuto, a parte qualche vaga indicazione per larghe intese regionali (si veda, per esempio, l’intervista di HyperBros al Deputato Latronico).

A mio parere, il problema principale dei 5Stelle è che non dispongono di una classe dirigente che possa credibilmente proporsi alla guida della regione. Nelle elezioni politiche generali godono del traino formidabile di un Grillo, che moltiplica i pani e i pesci e che baciando il rospo, cioè l’oscuro candidato di circoscrizione che di sua forza autonoma ha qualche decina di voti, lo trasforma in parlamentare.

Nelle elezioni locali questo meccanismo di trascinamento da parte del leader carismatico funziona meno bene, e questa è anche una possibile lezione che proviene dalle elezioni friulane dove, in effetti, il consenso al Movimento si è sgonfiato nel giro di poche settimane. Questa carenza di capitale umano, rispetto al difficile cimento della direzione della regione, mette piombo nelle ali alla forza elettorale dei grillini e, credo, rende anche assai problematico il raggiungimento di quel 35-40 percento necessario per lo sfondamento in Basilicata.

Devo comunque riconoscere che mentre a livello di governo nazionale sono molto ostile verso chi vede, all’interno del Pd, la possibilità di una collaborazione di governo tra centrosinistra e 5 stelle, e manderei volentieri in esilio all’estero i pontieri per manifesta incompetenza politica ed economica, d’altro canto a livello di amministrazioni locali sarei leggermente più pragmatico e perfino, all’occorrenza, un po’ corsaro. In fondo, diciamocelo francamente, quali grandi danni potrebbe fare un’amministrazione a 5 Stelle alla Regione Basilicata o nei due capoluoghi di provincia? In questi ambiti non si devono certo stabilire linee fondamentali di politica estera, né definire scelte strategiche di politica economica di rilevanza nazionale.

Guardando al contesto d’insieme, locale, non si può in effetti ignorare il forte decadimento politico e morale del centrosinistra, chiaramente usurato da un troppo prolungato esercizio del potere. Inoltre, con alta probabilità, questo centrosinistra e questo Partito democratico sono incapaci di effettuale rinnovamento, se non passando preventivamente per una robusta destrutturazione.

Chiudendo con Petrocelli. L’uomo non è politicamente sprovveduto, come rivela anche la video-intervista, e manovra pure discretamente all’interno del gruppo lucano. Un tocco di manovra è sempre necessario in politica, tanto nei partiti quanto nei movimenti. Perfino, o forse soprattutto, in quelli dominati dal mito della democrazia diretta ed imbevuti della retorica dell’uno vale uno.

E proprio in quanto non sprovveduto, credo che Senator Vito sia pienamente consapevole dei limiti oggettivi del gruppo. In ogni caso, se per il Consiglio regionale ci proporranno la cuoca di Lenin dubito che andranno molto lontano. In realtà, il Movimento, anche in Basilicata, vive un dilemma tra la necessità di allargare il campo di gioco, per proporsi quale credibile forza di governo, e la propria natura intimamente settaria, che invece spinge inesorabile in direzione opposta, cioè verso la formazione di gruppetti ristretti uniti dall’afflato religioso verso il leader nazionale.

2 Comments

  1. LucianoD says:

    Parlo a nome dei cittadini delusi, credo tantissimi, che si sono rivolti a 5S disgustati dallo scempio della cosa pubblica praticato a piene mani dalla vecchia classe politica, fatto di ruberie, leggi ad personam, bugie ecc. Ma la frustrazione di questi primi mesi è grande. Abbiamo visto passare sotto il naso l’occasione storica di far fuori una volta per tutte il berlusconismo, di dettare le regole al PD su molti campi avendo il coltello dalla parte del manico, ed abbiamo assistito ad uno sdegnato rifiuto di 5S di sporcarsi le mani, di avviare un qualunque minimo dialogo. Questa domanda è stata chiaramente posta da Foschino al cittadino Petrocelli, ma mi pare poco convincente la risposta: è bello che l’ascensore del Senato ora è aperto a tutti e se ne è reso democratico l’uso, che c’è più ordine in aula, che ci siano ampie discussioni su scontrini e diarie, ma gli pare che i milioni di disoccupati, i precari, quelli che vogliono un’Italia nuova ed hanno sperato in 5S si possono accontentare di questo? ma la sostanza dei provvedimenti e delle leggi dov’è? E dove potrà essere se si rimane in un nobile isolamento senza dialogo, dato che qualunque proposta per passare ha bisogno dei voti di quelli che vengono quotidianamente disprezzati se non insultati? So che mi parleranno di coerenza, ma una ideologica coerenza può essere mortale in democrazia dove un certo grado di mediazione è inevitabile, è positiva. Petrocelli sostiene che il Governo PD-PDL era già deciso prima, ma tutti abbiamo visto Bersani quasi umiliarsi per evitare questo esito e qualunque persona con un minimo di onestà intellettuale sa che quando ci sono 3 persone di cui una si rifiuta categoricamente di parlare con gli altri 2, va da sé che, o si accordino i 2 restanti, o si scioglie la riunione. Verrà detto che si continua a non capire, ma credo che milioni di italiani che semplicemente ci avevano creduto, non capiranno mai e avranno molta difficoltà ad intendersi in futuro. Ma perché non si invertono i ruoli e sia 5S a cercare di capire gli italiani? La risposta probabile è che non gli interessa capire chi non la pensa come loro, che si accomodino pure fuori. Questo significa che il 60 o 100% auspicato da Grillo come obiettivo resta un puro slogan elettorale, una teoria senza senso in un paese democratico non disponibile ad abdicare ai valori del pluralismo d’opinione, qualunque sia la gravità della crisi economica.

    Passando poi ai discorsi più locali, mi sembra molto poco realistico l’ottimismo di Petrocelli sulla prima regione a 5S. E lo dico da cittadino che pure auspica un miracoloso ricambio della nostra sclerotica, autoreferente ed ora pesantemente inquisita classe dirigente confluente nel partito regione. Perché dovremmo votare per gente che mette il nostro consenso nel congelatore non volendosi sporcare le mani con altri? E senza alleanze con altri, candidati sconosciuti usciti da selezioni a cui partecipano 50 persone o poco più, con ridotto effetto Grillo, come possono riuscire a raccogliere addirittura il 51% necessario per governare? E come faranno a convincere un elettorato conservatore e di età elevata come sono i 500 mila lucani, così abituati alle clientele e ad atavici familismi? E questo vale soprattutto nei paesini di poche anime, non tanto per Matera e Potenza dove è stato raggiunto un inaspettato 30%. Credo proprio che occorra una coraggiosa manovra di raddrizzamento ed essere solo un filino meno dipendenti dal Grillo pensiero per ottenere i risultati che gli auguriamo.

  2. FRANCESCO says:

    MAI ACCORDI POLITICI CON IL PD TUTTI A CASA! BIOSGNA CAMBIARE L’ITALIA E NULLA E’ POSSIBILE CON IL PD-L! ARREDENTEVI!

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