Site icon HyperBros

Never say cat if it is not in the sac. Le ultime dai sondaggi, nazionali e regionali.

Tutti i diritti riservati a lise.charmel (Flickr)

Tutti i diritti riservati a lise.charmel (Flickr)

A due settimane dal voto l’incertezza, se possibile, aumenta. Il divario alla Camera tra centrosinistra e centrodestra si riduce sensibilmente e tutti i sondaggi, seppur con differenze nelle indicazioni su questo o quel partito, convergono nel segnalare un probabile stallo al Senato.

Anche la Basilicata non sfugge a questa relativa incertezza. Relativa, in quanto è comunque difficile ritenere che, a dispetto della rimonta di Berlusconi delle ultime settimane, il centrosinistra possa perdere la Camera e, dunque, il probabile quarto deputato in regione. Così come la sequenza di specifici sondaggi sulla Basilicata delle ultime due settimane, a cura di Piepoli, Tecnè e Scenaripolitici.com, pur mostrando più di qualche affaticamento del centrosinistra, non sembra mettere in discussione la conquista del premio di maggioranza, che è su base regionale, al Senato. Dunque, anche il quarto senatore per il centrosinistra resta (quasi) certo.

Le novità lucane degli ultimi giorni riguardano (a) la parziale rimonta, anche a livello locale, del Pdl e del centrodestra; (b) l’ascesa ulteriore del Movimento 5 Stelle.

In verità, quest’ultima tendenza, che è assai chiara a livello nazionale, non emerge in modo univoco dai sondaggi a livello locale, visto che Scenaripolitici.com, nelle sue più recenti rilevazioni sulla Basilicata, vede invece in grande difficoltà 5 Stelle ed in straordinaria ascesa Rivoluzione Civile.

Tuttavia, poiché i sondaggi vanno analizzati e non bevuti, a me pare che la previsione, implicita nel sondaggio, di un boom strettamente lucano del movimento di Ingroia sia abbastanza implausibile.

La rimonta del Pdl fa sì che a questo punto, pur rimanendo piccola, non sia più tanto vicina allo zero la probabilità del secondo senatore per il centrodestra. In sostanza, e per paradosso, se gli irriducibili Fratelli d’Italia, Rosa e Venezia, si impegnano a fondo nella campagna elettorale possono consentire l’elezione oltre che di Viceconte (con la opzione di Berlusconi), anche di Moles.

Un altro elemento di incertezza, concernente la specifica circoscrizione di Basilicata, attiene alla invisibilità nei sondaggi citati di alcune realtà politiche autoctone che invece, con ragionevole probabilità, otterranno dei buoni risultati. Mi riferisco in particolare al Grande Centro Democratico, che è una forza debole e quasi inesistente dappertutto tranne che in questa regione, ed ai Popolari Uniti di Cannizzaro, gemmati unicamente in Basilicata e praticamente non rilevati dai sondaggi come consistente forza autonoma. Penso, in effetti, che difficilmente Cannizzaro al Senato andrà al di sotto di un risultato minimo del 4-5 percento.

Tuttavia, è bene ricordare che per eleggere un senatore si deve superare lo sbarramento dell’8% e che, in concreto, in una circoscrizione così piccola occorre ottenere circa il 14%, cioè 45.000 voti. E pur considerando che con il meccanismo dei migliori resti dovrebbe essere sufficiente il 12-13 percento, cioè circa 39.000 voti, appare allora chiaro quanto sia lontano il senatore per i Popolari Uniti.

Se non vi siete ancora persi nei numeri, aggiungo che per l’operare congiunto del meccanismo dei migliori resti e del premio di maggioranza, che attribuisce il 55% dei senatori alla coalizione vincente su base regionale, a Sel (o a Centro democratico) è invece sufficiente ottenere un risultato intorno al 6% per sperare nel seggio al Senato.

In conclusione, e frullando nel cocktail due terzi di sondaggi ed un terzo di serie storiche sulle elezioni lucane, con in più una scorza di nasometria, si possono a questo punto in larga misura riconfermare le proiezioni sugli eletti per Camera e Senato, pubblicate sul Quotidiano di Basilicata del 23 gennaio scorso.
Ovvero, alla Camera i rappresentanti lucani del centrosinistra saranno Speranza, Folino e Antezza per il Pd, con Vendola a completare il quartetto (o con Placido dovesse Vendola optare per un’altra circoscrizione). Molto difficile l’inserimento della Mazzocco, di Centro democratico, al posto di Vendola.

Per quanto riguarda i due seggi restanti, uno andrà a Latronico del Pdl ed il sesto sarà conteso tra il Centro di Monti ed il Movimento 5 Stelle. Io continuo a vedere leggermente favorito Navazio, della Lista Monti (rispetto a Cesa dell’Udc), ma non c’è dubbio che, sia per il vento nazionale che per un po’ di spinta locale, stiano salendo in questi ultimi giorni di campagna le quotazioni di Mirella Liuzzi, capolista di Grillo. Insomma, il sesto deputato si deciderà con uno sprint sul filo di lana, tra Montiani e Grillini.

Al Senato, dove invece vengono assegnati 7 senatori alla Basilicata, i 4 del centrosinistra dovrebbero essere Fattorini, Bubbico e Margiotta (Pd), con Barozzino di Sel. Benedetto, di Centro democratico, non è fuori dai giochi e potrebbe vedersela con Margiotta o con Barozzino. Ad oggi, però, la probabilità dominante resta che l’irrequieto Benedetto continui la sua attività nel Consiglio regionale. I 3 senatori restanti saranno Berlusconi (o Viceconte, in caso di opzione del suo leader per altra circoscrizione), Casini per la Lista Monti (o Di Maggio in caso di opzione di Casini) e Petrocelli di 5 Stelle.

Si è già detto del boom che Scenaripolitici.com assegna a Rivoluzione Civile e del recupero recente del Pdl, che potrebbe dunque insidiare il senatore Montiano o Grillino. In ogni caso, a due settimane dal voto, l’elezione di Di Nardo, per il movimento di Ingroia, o il secondo senatore per il Pdl, sembrano ipotesi ancora in svantaggio.

Exit mobile version