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Le chiamano Bolle Estive, ma sono temporali di calore

Le chiamano bolle estiveNon so se quello che capita da noi, in Basilicata, succede anche in altre regioni – suppongo di sì – ma quel che accade in ambito politico-giornalistico nella nostra Lucania merita certamente una riflessione.

Al ritorno dalle vacanze (quindi poco dopo ferragosto) leggo sui giornali, uno in particolare di una “bolla estiva” polemica tra l’ex sindaco di Matera e il presidente della Regione Basilicata.

Scrivo questo perché “la bolla estiva” io non la vedo né la reputo talmente interessante per i lettori tanto da riempire le prime pagine, le cronache politiche e gli editoriali che sono seguiti. Quel che vedo è un ex sindaco che rimugina ancora per una sconfitta elettorale e se la prende con questo e quello.

E se “questo” gli ricorda che prima di accusare altri per la sconfitta dovrebbe fare autocritica, “quello” non gli risponde proprio (o gli risponde tramite “rumors” e spifferi riportati da un giornalista). Come vedete il tutto (cioè il niente) è ampiamente  amplificato dalla stampa.

La bolla estiva è scoppiata in rete (nel social network, e Twitter in particolare) ad opera anche di questo blog, ma è stata poi amplificata da un giornale (e gli altri lo hanno seguito), riportando alcune delle discussioni, che difficilmente travalicheranno i confini politici dei nostri bar di provincia.

Tutto questo per dire che se è vero che i giornali si vendono sempre meno forse in minima parte la causa è anche il riportare complessivamente sulla carta stampata queste discussioni in modalità “Social Network” (cioè alimentando e arricchendo il piatto del gossip con propri commenti ed opinioni).

Secondo me, cio’ che nel Social Network è dibattito orizzontale, letto sui giornali diventa Gossip che alimenta una “bolla” creata ad arte per esigenze editoriali e/o politiche.

Mentre in Basilicata ci sono altri temi rilevanti (uno su tutti? Il caporalato agricolo) su alcune prime pagine non si fa altro che discutere se sia o meno giusto che un ex sindaco continui a fare il presidente dell’ANCI (no, in punta di Statuto dell’ANCI regionale pare proprio di no) o se con De Ruggieri (dato per dimissionario da un ormai ex consigliere che non ha mai aperto bocca durante le sedute ma è prolifico di comunicati stampa, tutti regolarmente pubblicati) Matera rischia di perdere il titolo di Capitale della Cultura Europea nel 2019.

E così si amplificano voci e parole che su qualsiasi altro giornale troveremmo relegate accanto ai necrologi. Il pianto continuo di chi soffre la perdita del potere su questi “giornali partito” è sgradevole quasi quanto il sorriso forzato di chi a tutti i costi dice che “va tutto bene”.

La vera bolla l’ha fatta scoppiare un uomo di Chiesa, che ha dimostrato di conoscere bene i meccanismi dell’informazione ed ha chiesto alla FIAT nel silenzio generale di concedere la pausa domenicale agli operai di Melfi. Ovviamente la faccenda ha trovato ampio risalto sulla stampa nazionale, mentre noi in prima pagina leggevamo della necessità impellente di un piano di marketing territoriale per Matera… Buona Estate

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