Site icon HyperBros

Il Deputato Latronico alla ricerca della grande coesione regionale

Ancora un’intervista interessante, nell’ambito della serie “Lucani a Roma”, questa volta rilasciata a Francesco Foschino dall’onorevole Cosimo Latronico. Il tema centrale lanciato dal Deputato riguarda le larghe intese regionali, specializzate nell’espressione “coesione regionale”. Proposta che farà discutere, senza dubbio. Donato Mola ha curato il montaggio della video-intervista e Antonio Ribba ha scritto il solito, critico, editoriale di corredo

La posizione che esprime l’Onorevole Latronico nell’intervista rilasciata a Francesco Foschino, in cui manifesta la preferenza verso un grande accordo di “Coesione Regionale” (l’espressione è proposta da Foschino e il Senatore acconsente) in vista delle prossime elezioni regionali, sembra dar ragione a coloro che in questi anni, sia all’interno che all’esterno del Pdl, hanno sostenuto la tesi che quel partito conducesse in Basilicata una opposizione di facciata alle varie giunte De Filippo.

Per esempio, mi pare che Andrea Di Consoli abbia talvolta utilizzato, nei suoi editoriali per il Quotidiano di Basilicata, l’espressione “felici e perdenti” indirizzata ai leader lucani del centrodestra.

È anche ben noto come all’interno del gruppo consiliare del Pdl in regione ci sia stata negli ultimi anni una sistematica tensione tra i cosiddetti falchi, votati ad una opposizione intransigente (ma non di rado inconcludente), e le colombe che, invece, hanno interpretato il ruolo di opposizione in modo più istituzionale, con la ricerca di un nucleo comune di interessi generali della regione su cui stabilire convergenze con la maggioranza.

Un buon esempio di quest’ultimo approccio è costituito dall’intesa siglata nella primavera del 2011 tra Governo e Regione, con il Presidente De Filippo ed il Sottosegretario all’Istruzione (dell’epoca) Viceconte tra i firmatari, denominata “Memorandum per il petrolio”. In sostanza, un tentativo bipartisan, in verità mai effettivamente decollato, di scambiare petrolio con un più intenso sviluppo regionale, da promuovere anche attraverso risorse nazionali aggiuntive destinate ad infrastrutture, materiali ed immateriali.

Il progetto bipartisan sottostante al Memorandum non è mai decollato e, addirittura, il Governatore nell’estate del 2012 ha preso le distanze in modo netto dal documento che egli stesso aveva sottoscritto poco più di un anno prima, lanciando a sorpresa una velleitaria Moratoria per il petrolio su cui, peraltro, ha ottenuto il sostegno unanime del Consiglio regionale. Dunque una svolta ad U, ancora una volta, bipartisan. Ecco diciamo che Latronico, rispetto alla gravità dei problemi economici e sociali che affliggono la Basilicata, sembra desideroso di rilanciare contenuti e metodi del Memorandum per il petrolio.

Tornando alla politica attuale, è paradossale che dopo vent’anni di dominio politico del centrosinistra in Basilicata, con il consenso del Pd precipitato al minimo storico e con dimissioni anticipate del Presidente della Giunta che stanno portando verso elezioni anticipate, la proposta centrale di Latronico consista nelle larghe intese lucane. In sostanza, l’obiettivo sembra essere quello di riprodurre a livello regionale l’esperienza nazionale del Governo Letta – Alfano (come lo definisce l’Onorevole).

Certo, va anche sottolineato, che per buona parte dell’intervista Latronico denuncia la cattiva gestione del centrosinistra negli ultimi 20 anni ed i suoi fallimenti di governo. Tuttavia, devo ribadire che la proposta metodologica di ricerca di “coesione regionale” rivela una debolezza politica della proposta e, per usare un concetto in voga nel calcio, financo una certa sudditanza psicologica nei confronti del Partito democratico.

Si può forse stabilire un parallelismo con l’inclinazione presente negli anni 70 in alcuni settori del PCI lucano che, per quanto critici verso la gestione di governo della Democrazia Cristiana locale, sembravano tuttavia piuttosto impazienti di riprodurre a livello regionale le solidarietà nazionali.

Probabilmente, l’idea politica sottostante era che attraverso quelle intese di governo il Partito comunista di Basilicata, da sempre all’opposizione, avrebbe ricevuto una piena legittimazione politica dal Partito-Regione dell’epoca, rappresentato appunto dalla DC.

Latronico sottolinea i seri limiti nella gestione politica del centrosinistra al potere, in regione. Ma, a dire il vero, non è facile per l’osservatore disincantato ricostruire una coerente proposta di riforma del sistema lucano da parte del centrodestra, che sia stata da quella parte politica coerentemente sostenuta nel corso degli ultimi anni.

Ad esempio, su due punti fondamentali dell’agenda politica, costi della politica e gestione del sistema pubblico allargato, il Pdl ha fornito prove alquanto scadenti. Sulle riforme concernenti indennità, vitalizi e, più in generale, sull’attacco ai privilegi del ceto politico ha mantenuto le proprie truppe a difesa del quartier generale. Sul problema, assai serio, della storica commistione lucana tra politica ed economia ha mancato, nelle occasioni topiche, di denunciare il sistema alla pubblica opinione e di prenderne, quindi, concretamente, le distanze.

La cartina di tornasole di questa incapacità riformatrice si è avuta con il pacchetto di nomine in Acquedotto Lucano: in luogo di denunciare pubblicamente l’assurdità della nomina a Presidente di un Assessore regionale in carica, il Pdl si è accontentato di sistemare nel Cda e nel Collegio sindacale personaggi vicini ai leader delle varie correnti del partito.

In effetti, a parte il citato Memorandum sul petrolio, l’iniziativa più famosa su cui il centrodestra ha posto il proprio cappello è il cosiddetto Bonus benzina, qualche decina di euro per anno distribuita ai lucani patentati. Una misura talmente populistica da far cascare le braccia perfino al più fanatico critico del Partito-Regione al potere.

Ciò detto, un’affermazione che è indubbiamente possibile condividere con l’Onorevole Latronico, è che le responsabilità di chi ha governato, godendo sempre di larghe maggioranze consiliari, stanno su un piano qualitativamente differente rispetto ad eventuali limiti mostrati dall’opposizione.

Infine, una curiosità: il Deputato Latronico muove anche una dura critica alla stampa locale (dura, beninteso, nella sostanza, ma pur sempre espressa in uno stile moderato-democristiano). Egli parla di diffuse complicità della stampa con il potere politico dominante di Basilicata. Rimanendo però troppo sul generico, diventa difficile comprendere la fondatezza dell’argomento. In fondo, ci sono 3 giornali locali, alcuni siti di informazione on line ed almeno un paio di televisioni in questa regione. Tutti appassionatamente collusi con il potere? L’affermazione è, indubbiamente, o troppo generica o troppo allusiva.

Exit mobile version