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Grillini alla crociata anti-casta

(con un po’ di confusione)

Molto duro il comunicato di ieri del Movimento 5 Stelle lucano contro i privilegi della casta. Contiene tutto il repertorio anti-privilegi, repertorio che ha costituito una delle chiavi del successo elettorale. Un altro fattore di successo essendo stato rappresentato dalla lentezza di comprensione del problema da parte del ceto politico e dalla sua, conseguente, inadeguata reazione.

Il comunicato fa riferimento al progetto di legge di iniziativa popolare etichettato come “Zero Privilegi” e sottolinea come le proposte riguardanti la riduzione drastica dei trattamenti economici dei consiglieri regionali (insieme a svariati altri privilegi di cui si proponeva l’eliminazione) siano state a suo tempo sprezzantemente respinte dal Consiglio. Diciamo, più precisamente, che il comunicato fa riferimento a scelte della Giunta regionale che, in verità, non è però competente sulla questione.

All’indomani del dibattito in Consiglio regionale, nel corso del quale si videro politici che sembravano argomentare direttamente dal Pianeta Marte, scrissi sul Quotidiano di Basilicata che era stato realizzato un micidiale spot elettorale in favore dei 5 Stelle. Tuttavia, va anche detto che una significativa parte delle proposte contenute nel pdl, all’epoca respinto, è stata poi in seguito approvata, o meglio subìta dai consiglieri, sulla spinta dello stato delle cose, cioè della crisi economica e sociale drammatica che forza, in generale, verso la riduzione dei costi e che, al contempo, crea il massimo allerta nella pubblica opinione sui privilegi del ceto politico.

Voglio soffermarmi su un aspetto infelice del comunicato grillino che, in realtà, fu anche un aspetto infelice della proposta “Zero Privilegi”. Una incredibile gaffe contenuta nel comunicato riguarda, infatti, la tesi secondo cui il ceto politico avrebbe adottato la furbata di abolire sì i vitalizi, ma in effetti solo a partire dalla prossima legislatura. E, dunque, preservando il privilegio per i consiglieri attualmente in carica. La furbata c’è stata, senza dubbio, ma il medesimo approccio alla riforma, cioè il rinvio alla successiva legislatura, era in realtà presente anche nella “Zero Privilegi” del Movimento 5 Stelle! Scrivevano infatti i grillini lucani:

“Nella seconda parte del progetto di legge vengono abrogati l’istituto dell’assegno vitalizio e dell’indennità di Fine mandato. Tali istituti rappresentano privilegi inaccettabili e riteniamo vadano aboliti………….
Al fine di mettere insieme sia la necessità di rigore nell’uso del denaro pubblico, sia la necessità del rispetto dei Diritti già acquisiti, la modifica legislativa entrerà in vigore a partire dalla prossima legislatura”.

(Il testo completo si può scaricare qui)

Se ne deducono due cose: la prima è che la questione “vitalizi” non fu ben studiata dal gruppo 5 Stelle, in quanto a quel tempo furono pubblicati diversi articoli sulla stampa, locale e nazionale, che segnalavano la stravaganza della speciale salvaguardia, con provvedimenti ah hoc, dei cosiddetti diritti acquisiti per i parlamentari e per i consiglieri regionali (la tesi della salvaguardia dei diritti acquisiti fu peraltro cara anche all’attuale Presidente del Consiglio regionale, Vincenzo Santochirico). La seconda cosa, di certo meno grave, è che gli estensori del comunicato non si sono presi nemmeno la briga di (ri)studiare il loro stesso progetto di legge!

Ho fatto una rapida incursione nel forum del sito regionale dei grillini per provare a capirci qualcosa di più sulla natura dell’errore, ma a dire il vero il forum è quasi illeggibile, essendo pieno di discussioni lunghe e attorcigliate, che richiedono davvero una grande applicazione e pazienza da parte del lettore laico.

Riassumendo e concludendo: l’errore del comunicatore, in fondo, è colpa lieve, anche se quando attacchi a testa bassa la casta dovresti pure fare qualche attenta verifica delle potenziali sciocchezze (che prima o poi, comunque, a tutti noi capita di dire); resta ancora in piedi, però, e questa è la sostanza, il privilegio del vitalizio per i correnti consiglieri regionali.

Ormai la legislatura sta finendo, e comunque essi (i consiglieri) argomenteranno, per l’ennesima volta, che non si lasciano condizionare nelle scelte dalle onde dell’anti-politica! O, magari, ancor più astutamente (si fa per dire), aspetteranno qualche altro mese per varare il provvedimento di anticipo dell’abolizione del vitalizio. In fondo, fu la scelta che fece anche il Parlamento nazionale, cioè di abolirlo con effetto immediato, quando ormai la legislatura era di fatto conclusa e gli effetti quasi irrilevanti sulle pensioni già maturate.

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