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Folino alle Crociate

Folino-CrociatoDI ANTONIO RIBBA – Da qualche tempo chiedevamo all’onorevole Folino di mettere da parte, magari anche solo temporaneamente conoscendone il temperamento, un atteggiamento polemico verso il Presidente Pittella fatto di “articoli quinti”, di tweet velenosi e di altro similare, più adatto a scaldare gli animi degli ultras che a definire un progetto politico coerente per la Basilicata.

In effetti, in una giusta direzione di marcia alternativa, la lettera inviata il 13 settembre scorso da Vincenzo Folino a Matteo Renzi, “nella sua qualità di Presidente del Consiglio e di Segretario nazionale del Pd”, è il primo documento organico, economico-politico, sulla Basilicata che si sia potuto leggere da molti mesi.

E, soprattutto, rappresenta una buona base per una iniziativa politica a diversi livelli, istituzionali e non, che abbia come obiettivo non un astratto “resistere” o “difendere” la Regione dal rischio di morte ma che apra un confronto complessivo con il Governo e con lo Stato nazionale sulle prospettive della Basilicata.

Infatti, correttamente, il documento tiene insieme gli aspetti legati alla battaglia sul petrolio con quelli connessi alla tutela di presidi istituzionali e culturali fondamentali, quali la Corte d’Appello e la Soprintendenza ai Beni Culturali. Peraltro, la “battaglia sul petrolio” non si identifica con il rifiuto integralista delle estrazioni ma, soprattutto, con la richiesta del riconoscimento (cioè del mantenimento) del ruolo concorrente della Regione nelle procedure di valutazione d’impatto ambientale e con il richiamo allo Stato centrale sugli impegni assunti nel corso degli anni per favorire lo sviluppo socio-economico, nonché per garantire la tutela ambientale, della regione. Impegni attuati dallo Stato centrale solo in limitata parte, se non proprio disattesi.

Cioè, nell’impostazione di Folino, si prende atto del fatto che lasciando sfogliare la margherita al governo centrale, oggi con la centralizzazione degli atti concessori mediante lo Sblocca Italia, domani con la riforma della giustizia e la chiusura della Corte d’Appello e dopodomani (o avantieri) con la riforma Franceschini che abolisce le Soprintendenze, finisce che la Regione chiude, appunto, per decreto.

Si apprezza anche il tono istituzionale della lettera, che riconosce un ruolo importante al governo Renzi nell’attuale, difficile situazione italiana, e non si pone (almeno nell’impostazione) nell’ottica di un esponente di minoranza, sconfitto nella battaglia congressuale del Pd nazionale, che cerchi di gettare sabbia negli ingranaggi del segretario del partito.

Si dirà: ma perché fino ad ora gli esponenti del Pd o di altri partiti, impegnati nelle istituzioni o nella direzione politica, cosa hanno fatto? Non hanno forse lavorato per gli interessi, “per il bene”, della Basilicata? Non c’è alcun dubbio che sia così ma il problema è che tra il dire e il fare ci sono di mezzo calci nel sedere presi a ripetizione. Dunque, era necessario un drastico cambio di rotta.

Si aggiungerà: ma è chiaro che Folino sta cercando una sua visibilità personale per salvare il proprio scranno di deputato. Benissimo, se ottenendo visibilità e riconoscimento personale avrà tutelato anche interessi generali del territorio che lo ha eletto in Parlamento non si avrà da eccepire.

Se si legge con attenzione il comunicato congiunto del segretario regionale del Pd, Luongo, e del capogruppo in Consiglio regionale, Cifarelli, si noteranno assonanze con la posizione espressa nella lettera di Folino. Il vero problema è che il comunicato congiunto appare, nell’insieme, debole proprio nell’impostazione politica. Infatti, su Twitter è apparsa una giusta definizione di “comunicato in stile andreottiano”, contenente cioè un colpo al cerchio (apprezzamento e sostegno per la linea di Pittella) ed un altro alla botte, con successiva presa di distanze dal Governatore sul problema dell’intesa Stato-Regione.

Infine, che dire sulla decisione di Folino di autosospendersi dal Partito democratico, che accompagna la diffusione del documento? Se devo essere sincero, in genere apprezzo il melodramma a teatro, più che nella vita ordinaria, (tra l’altro ho di recente scoperto che il deputato è un appassionato melomane). Tuttavia, è anche innegabile che per la Basilicata questa non sia una fase di vita ordinaria, per cui un po’ di (melo)drammatizzazione può fare pure al caso.

Non bisogna, in effetti, trascurare un’implicazione della scelta di Folino: se la crociata viene perduta, il passo successivo non potrà che essere l’abbandono definitivo del Partito democratico e, presumibilmente, la fine della sua carriera politica.

Diciamo però che in questo momento, con questa iniziativa, il deputato autosospeso si è sintonizzato con i cittadini lucani, e non tanto attraverso una empatia parolaia, talento che non possiede, ma, e mi ripeto, soprattutto proponendo un progetto politico coerente.

Antonio Ribba

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