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Basilicatanet. Così è se vi par (condicio)

Basilicatanet

Una schermata di Basilicatanet

Il 24 e 25 febbraio prossimi si vota per rinnovare le rappresentanze parlamentari. E gli organi di stampa istituzionali iniziano ad organizzarsi per poter garantire una informazione imparziale e non influire sulla campagna elettorale.

Non fa eccezione il portalone Basilicataniet (cit. Martorano) diretto dall’addetto stampa del governatore De Filippo, Giovanni Rivelli. Basilicatanet infatti è il portale che rappresenta la principale voce informativa della nostra regione. Ce lo dice una recente indagine SWG (maggio 2012) sulle attività di comunicazione del consiglio regionale di Basilicata.

Non solo è in cima alla lista dei siti (e blog) regionali più consultati con numeri da capogiro. La testata è spesso utilizzata da molte altre locali (soprattutto quelle digitali), come “agenzia di stampa”. Difficile infatti resistere alla tentazione del copia-incolla (o del copia, rielabora e incolla) quando hai a disposizione un rullo di notizie come quello di Basilicatanet. E poco importa che il primo editore lucano sia proprio il governatore.

Giovanni Rivelli

A dire il vero qualcuno, o più di qualcuno ogni tanto il problema prova pure a sollevarlo. Qui c’è qualche indizio per ulteriori approfondimenti.

In linea di massima l’agenda e la gerarchia delle notizie locali è dettata dall’organo informativo più grande.

Ma la cosa che mi ha fatto riflettere è collegata a questo comunicato diffuso poco fa, in merito alla linea che sarà seguita durante la campagna elettorale dal portale di Via Verrastro. Eccone uno stralcio:

«i comunicati stampa saranno redatti in forma tale da non influire sulla par condicio fra i candidati alle elezioni politiche; sarà quindi privilegiata l’informazione in forma impersonale e indispensabile per l’efficace assolvimento delle funzioni della comunicazione pubblica,ed in particolare sarà data notizia dei provvedimenti e delle posizioni assunte ufficialmente dalla Giunta e dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale in nome e per conto delle rispettive istituzioni;»

La domanda sorge spontanea: se c’è bisogno di fare queste precisazioni, fino ad oggi quale linea editoriale è stata seguita?

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