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10 domande non troppo amichevoli al candidato Presidente Piernicola Pedicini

  1. Caro Pedicini, si avverte come abbastanza retorica questa sua insistenza sulla spersonalizzazione della politica che caratterizzerebbe il Movimento 5Stelle e sull’importanza dell’approccio “uno vale uno”. Infatti, stiamo parlando di un movimento che fonda la sua esistenza su un guru (Casaleggio) e su un leader carismatico (Grillo). Non a caso, capita non di rado di leggere decisioni politiche fondamentali comunicate con dei semplici p.s. sul blog di Grillo. Le sembra, questo, davvero un fulgido esempio di democrazia orizzontale e diretta?
  2. Sempre con riferimento al modello di democrazia diretta, se lei dovesse diventare presidente della regione, attraverso quali strumenti proverebbe ad attuare questo modello? Esiste un programma elettorale condiviso ma nel caso di novità rilevanti o di improvvise emergenze non contemplate nel programma, anche lei, come suggerito da Grillo per la legge sull’immigrazione clandestina, rinvierebbe ogni decisione alla legislatura che inizierà nel 2019, in modo da sottoporre eventuali provvedimenti nuovi al giudizio del corpo elettorale?
  3. Perché il Movimento 5Stelle in Basilicata è così litigioso? A parte i ben noti problemi delle primarie per la selezione del governatore, con successive fuoriuscite e defezioni, il vostro forum locale, su cui discutete proposte e iniziative, si presenta spesso come un’arena di combattimento tra galletti un po’ troppo esuberanti. Non temete di trasmettere un’immagine di forza politica confusionaria e comunque inaffidabile per eventuali compiti di governo?
  4. Il vostro programma per le elezioni regionali presenta spunti interessanti ma soffre di una certa vaghezza. In sostanza, spesso le proposte sono presentate in modo spot, generalmente senza quantificazione delle risorse necessarie per gli interventi di riforma che proponete e sul come reperirle. Mi chiedo, quindi, se pensate di rendere più robuste le vostre proposte programmatiche nel prosieguo di questa campagna elettorale.
  5. Un approfondimento sui costi della politica. Volete fissate il valore dell’indennità lorda a 5.000 euro ma è noto che il problema principale dell’attuale configurazione del trattamento economico dei consiglieri regionali risiede soprattutto nel rimborso per le spese di esercizio del mandato, fissato nella cifra di 4.500 euro mensili ed erogato in modo indipendente dalle spese effettivamente sostenute. In verità, nel vostro programma è scritto che intendete abolire i rimborsi forfettari e, dunque, in futuro i rimborsi spese sarebbero legati solo a documenti giustificativi. Le pongo però una domanda: pensate di destinare una parte degli attuali 4.500 euro di rimborso a fini di assunzione di collaboratori temporanei e qualificati dei Consiglieri regionali? O non avete ancora valutato questa possibilità?
  6. La vostra proposta di reddito minimo di dignità è, sinceramente, un mezzo puzzle. La platea dei beneficiari non sarebbe inferiore alle 30.000 unità, cioè all’incirca il numero degli attuali disoccupati, ma visto che la proposta non limita ai disoccupati il trasferimento monetario, ne consegue che si potrebbe arrivare anche intorno alle 50.000 unità di cittadini aventi diritto. Pur prendendo il valore inferiore di 400 euro della vostra proposta, si avrebbe così una spesa annuale che probabilmente è vicina ai 200 milioni di euro. Cioè un miliardo di euro sull’intera legislatura. Sembra, dunque, del tutto evidente la irrealizzabilità di questa proposta, almeno nella corrente situazione economica e finanziaria della regione e data l’attuale formulazione della vostra proposta. Allora, dobbiamo concludere che si tratta di pura propaganda?
  7. La posizione sulle estrazioni petrolifere che esprimete nel programma appare, nell’insieme, piuttosto moderata e ragionevole. Addirittura, sembra nella sostanza coincidere con la famosa proposta di moratoria avanzata nell’estate del 2012 da De Filippo, poi approvata dal Consiglio regionale e successivamente bocciata dalla Corte Costituzionale. È così o si tratta invece solo di un’impressione ed il Movimento 5 Stelle esprime in realtà posizioni assai più radicali sulla questione petrolio?
  8. Quasi nulla dite sulle riforme istituzionali, cioè sul nuovo Statuto regionale e sulla nuova legge elettorale. Siete per il mantenimento della forma di governo cosiddetta presidenziale, cioè con elezione diretta del presidente oppure, in alternativa, proponete il passaggio alla forma parlamentare, cioè il passaggio ad un sistema in cui il capo della giunta riceve un voto di fiducia dal Consiglio Regionale? E in quanto alla legge elettorale, voi parlate di cambiarla con proposta referendaria ma non specificate su quale proposta chiamare i cittadini a votare. Siete favorevoli ad un sistema che preveda piccoli collegi uninominali, rappresentativi del territorio regionale? Infine, dite di voler introdurre un principio di pari opportunità di genere ma le vostre liste sono a forte dominanza maschile. Perché questa contraddizione?
  9. Per quanto riguarda la risorsa acqua, sostenete la necessità di ripubblicizzare le risorse acquifere “e soprattutto del loro gestore, Acquedotto Lucano in primis”. Ma, a dire il vero, in questa regione tutto si è notato finora fuorché la mancanza di un ferreo controllo pubblico su Acquedotto Lucano. Si nota, dunque, anche qui una paradossale convergenza delle vostre tesi con quanto sostenuto e praticato dai vari governi presieduti da De Filippo. Non pensate che il controllo pubblico, scelta corretta, della risorse acquifere possa essere del tutto compatibile con l’ingresso di capitali privati nella società, onde stimolare una gestione più efficiente e meno avvinghiata agli interessi del ceto politico?
  10. Avete obiettivi molto ambiziosi sulle infrastrutture ma, ritornando per un momento alla critica di vaghezza, non quantificate mai le risorse all’uopo necessarie. Comunque, se chiudo gli occhi per qualche istante, forse riesco a sognare il completamento della tratta Ferrandina-Matera e il raddoppio, con elettrificazione, della linea Taranto-Metaponto-Potenza-Napoli. Per cui quest’ultima, più che una domanda, la considero la condivisione di un sogno.
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